Josif Brodskij

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Часть речи

Ниоткуда с любовью, надцатого мартобря,
дорогой, уважаемый, милая, но неважно
даже кто, ибо черт лица, говоря
откровенно, не вспомнить, уже не ваш, но
и ничей верный друг вас приветствует с одного
из пяти континентов, держащегося на ковбоях;
я любил тебя больше, чем ангелов и самого,
и поэтому дальше теперь от тебя, чем от них обоих;
поздно ночью, в уснувшей долине, на самом дне,
в городке, занесенном снегом по ручку двери,
извиваясь ночью на простыне —
как не сказано ниже по крайней мере —
я взбиваю подушку мычащим “ты”
за морями, которым конца и края,
в темноте всем телом твои черты,
как безумное зеркало повторяя.

Иосиф Бродский

Parte del discorso

Da nessun luogo con affetto, addì
martembre(2), caro egregio diletta, ma non importa chi,
perché i tratti del volto, a dire il vero,
non li ricordo più, il non vostro
certo, ma neanche di nessuno
fedele amico vi saluta da uno
dei cinque continenti, fondato sui cow-boys; io
ti ho amato più degli angeli e di Lui
e perció ora sono lontano da te più che da loro;
ad ora tarda, in fondo a una valle che dorme,
in un paese con la neve a mezza porta,
torcendomi di notte sul lenzuolo,
(così come in ogni caso qui sotto non è detto)
sprimaccio il mio cuscino, “tu” mugghiando,
oltre mari finiti, con tutto il corpo i tuoi tratti
nel buio, come uno specchio folle, ripetendo.

Josif Brodskij
(1976)
Poesie 1972-1985, a cura di Giovanni Buttafava, Adelphi, 1986

(1) in un’altra versione, ho trovato “chi sa”.
(2) nelle traduzioni italiane delle Memorie di un pazzo di Gogol’, cui la data rimanda, generalmente si trova marzobre, l’86 marzobre, il giorno in cui, dopo oltre tre settimane di assenza dal lavoro, il pazzo decide di andarci per scherzo.

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Letargo delle piccole ombre.

La testa tartaruga.

L’ombra tenerezza

di una preghiera

con la testa rivolta al muro,

dio ci sarà pure dopo il duro.

Pelo d’acqua, acqua al contrario.

 

(da ABBONATO AL PROGRAMMA DELLE NUVOLE di Giampaolo De Pietro)

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Un poeta che conosco

Un poeta che conosco. Olio e matita su carta, estate 2012

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“Dobbiamo fare in modo che la fossa nera sia ancora più nera, e allora appariranno tutti i colori. Sto cercando di spostare il rosso e il blu così riuscirò a vedere il grigio e ad avvicinarmi all’oro” J. Berger

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